Wolisso Project

Non ho mai apprezzato così tanto l’odore dell’Autan…

E’ stata la prima cosa che ho notato e che mi ha riportato indietro di un tempo indefinito… per quanto possa contarne esattamente i giorni , le ore e minuti, dall’ultima volta che ho salutato l’Africa, gli sconvolgimenti succeduti mi hanno fatto perderne la reale dimensione…

Da ieri mattina non mi sono fermato un attimo… che strano aver in tutto questo visitato anche Istanbul, grazie alla compagnia di Nino che mi ha fatto da Cicerone… Eppure la prima cosa che ho provato appena uscito dall’aeroporto di cui già non ricordo più il nome, come tutte le miliardi di cose che Nino mi ha nominato in una specie di sunto condensato della capitale, è stato un senso di spaesamento… “Incredibile” ho poi pensato… mi sentivo completamente perso, nonostante i tanti anni passati in viaggi… eppure mi sentivo incapace, anche di cambiare moneta… e prendo la metro? e dove vado? Che faccio? Per fortuna Nino riesce a chiamarmi e a darmi un appuntamento con indicazioni di fermate incomprensibili, a sentirle, a leggerle, e a farle combaciare in qualche modo… Abbiamo camminato senza sosta, cercando di coprire i 4 cardinali, ho visto tanto… tanto… così tanto che faccio uno sforzo a cercare di non dimenticare nulla. Ma mi sono ripromesso di ritornarci, magari al ritorno, e visitarla più tranquillamente.

Comunque qui l’Autan non serve, però ne ho spruzzato lo stesso un pochetto… un po’ per precauzione, un po’ come rito, come gocce di channel n.5 prima di andare a dormire… E mi sono tornate in mente e nel cuore tante emozioni, oramai sopite… sono in Africa! Mi sento come se fossi al Tamarindo… ho quindi subito acceso il computer per annotare le prime spese coi soldi del fondo missione… ho riesumato anche l’excel che usavamo io e Stefania per il bilancio del Tamarindo… hihi, è perfetto!

E mi ritrovo così ad annusare di nuovo, a guardare il cielo, a fumare l’ultima sigaretta (forse) della serata nel silenzio più assoluto… sembra tutto così “già visto” eppure così nuovo anche….

Arrivo:
Serve fare il Visto. Seguo la coda… ovviamente quella sbagliata… perché non era evidentemente chiaro che il visto andava fatto in uno stanzino chiuso, dove una volta bussato ti apriva il “soldier” intorpidito dal sonno speso sulla poltrona all’uopo predisposta (!!!) per il turno di notte… Si paga in euro… buono! Peccato che non hanno il resto della 20 e mi manda subito all’exchange per cambiare i soldi che avevo inizialmente ignorato proprio per sbrigarmi… vuole esattamente 17 euro…

Cambio soldi:
Nel fare la coda (altra coda… 20 minuti per sole 4 persone prima di me…) sento un inglese familiare che mi chiede se posso cambiare una 20 con due da 10… Era una volontaria, Gianna, che poco prima ha avuto il medesimo problema… Capisco subito e rispondo in italiano 🙂 rispondo che di 10 è una sola… l’altra è una banconota da 10 lire turche effettivamente molto simile… ci tocca cambiare sti soldi e già che ci sono compro anche un po’ di Birr. Devo fare ancora il calcolo del cambio ma in breve con 120euro mi hanno dato 2676,80 Birr (inutile dire che gli 80 non li aveva e quindi ecco il primo regalo…). Della 20 invece ci da’ 2 da 10… (sic!) non ha tagli più piccoli, quindi non abbiamo risolto niente… lo facciamo notare al “soldier” e riluttante, come per magia, una signora nella stessa stanza si alza per andare a prendere degli euro in moneta per darci il resto… lo so cosa state pensando… non mi fate aggiungere altro!…

Customer Clearance:
La mia valigia aveva qualcosa che non andava… proprio quei pezzi di ricambio per i quali avevo una lettera di accompagnamento… ma ovviamente non è bastata… inutile spiegare, inutile raccontare, inutile tutto… vogliono che si paghino le tasse. Gianna, con medesime mie esperienze, prova a darmi una mano… otteniamo solo il fermo dei pezzi e qualcuno dovrà andarli a prendere con un permesso speciale rilasciato da un ufficio che “sfortunatamente” alle 2 di notte è chiuso… La cosa buona è che tutta la diatriba in salsa africana, a me personalmente arcinota, ha fatto perdere l’attenzione su tutto il resto del contenuto della valigia che invece mi serve come il pane per il progetto! Meno male! Avessi avuto solo quelle me le avrebbero confiscate sicuro! “2 laptop? 1 stampante? E perché mai???”… Che noia per i pezzi di ricambio… anche quelli servono come il pane, e per un eccesso di burocrazia (o di fantasia degli officers oserei dire…) la sterilizzatrice dovrà aspettare… non è giusto… non è pratico… andiamo via lamentandoci…

GuestHouse:
Finalmente il mio autista (di cui già non ricordo più il nome) ci vede arrivare, porta un cartellino minuscolo con il logo del Cuamm, ci presentiamo velocemente ma proseguo la chiacchierata con Gianna, in giro anche lei per volontariato e senza ambizione per un lavoro fisso “questa voglio che sia la mia strada” mi ha detto “allora siamo in due” le ho risposto…
Le offriamo un passaggio dal momento che pernotta dalle stesse suore che lavorano con Wolisso, di cui conosce tutto salvo il fatto di non esserci ancora mai andata. Mi racconta tantissime cose, del Kenya anche… del lago Turkana… ricordi affiorano… tanti…
Con l’autista ho scambiato solo gli accordi per domani mattina… sveglia 8:30… già… e non dormo da 3 giorni… pazienza, anzi è questo il bello! Non sentirne la stanchezza…

Con Gianna scambieremo poi i contatti oltre i numeri italiani, quando avrò una mia SIM etiope, chissà che non ci si reincontri per progetti insieme. Ci salutiamo, e lei prosegue con l’autista.
La GuestHouse è carina, confortevole, mi sento splendidamente ed una doccia bollente (forse) mi attende prima di domani… si comincia! 🙂

Vedi la gallery Etiopia 2012 – Wolisso Project

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