Il giorno dopo

Il giorno dopo la persona che doveva recuperare i pezzi di ricambio alla dogana ero io… dopo aver conosciuto Massimo ed una sua segretaria, scopro che l’autista del giorno prima, Belete, era in realtà un funzionario del Cuamm… e che uno dei veri autisti dell’ospedale, Benjamin, sarebbe arrivato di lì a poco per portarmi a Wolisso, ma PRIMA dovevamo provare a risolvere velocemente questa faccenda alla dogana.

In quasi 2 ore non ho ricavato niente… come in Kenya, la persona con la quale devi parlare per risolvere una certa cosa non è mai nei paraggi, oppure “is coming”… come se avessi tutto il tempo da dedicare ad un problema che hanno creato loro e che poi alla fine nessuno vuole sbrigare… African Way… Con Belete passiamo a comprare una SIM per me (+251 924402422) ed il tempo di un Espresso nel bar di fronte all’ufficio, io Benjamin ed il Farmacista Isaia, ci mettiamo sulla HighWay asfaltata che porta a Sud-Ovest di Addis Abeba verso Wolisso. Il tragitto è scorrevole ed in meno di 2 ore siamo arrivati.

Per la cronaca: oggi sono riusciti a sdoganare i pezzi pagandoci le tasse e amen…

Nel frattempo qui a Wolisso, siamo al 3° giorno, abbiamo già messo in funzione buona parte degli acquisti informatici. Stamattina abbiamo installato la prima antenna ad alto guadagno sul tetto dell’amministrazione. Con Matteo siamo saliti sul tetto e aiutato il capo-worker a posizionare la staffa sulla parete più alta… non è che sia proprio in bolla… hanno usato metodi un po’ spartani, as usual, ma domani proviamo a rimediare con degli spessori qui e la, possibilmente evitando il martello… -.- Andiamo in giro con i portatili, tra gli sguardi misti curiosità-ammirazione dei pazienti/staff/avventori, per verificare la presenza del segnale… Domani installeremo la seconda antenna nei pressi della farmacia e del laboratorio.

Da tre giorni sono già a pieno regime. Sto preparando il server, testando la rete e i netbook che saranno le future postazioni all’interno dell’ospedale. Passo dopo passo, pezzo dopo pezzo, stiamo portando avanti il progetto di cui di progettato c’è tutto sulla carta ma è sola, pura, teoria… Quello che puoi fare in un minuto qui può richiedere anche 2 giorni. Per questo il tempo mi sembra pochissimo, considerando che per lo stesso lavoro in Kenya ho impiegato quasi 2 anni e mezzo!… Ma qui non mi dovrei (per il momento) preoccupare d’altro… invece Matteo mi hai informato che “ovviamente” sarò impiegato anche per altre incombenze (che novità…) ma io, consapevole, ho annuito e accettato di buon grado 🙂 Oggi mi è stato dato anche uno spazio, nell’ufficio di un certo Daniel che è ad Addis per commissioni; ho posizionato tutti i miei “averi” e gli ho fatto una foto. Ho sistemato la mia postazione lavoro nel modo più efficiente possibile, per potermi concentrare al massimo e contrastare un po’ il caso prodotto delle mille cose da fare contemporaneamente.

In casa c’è Mulu, una signora che si occupa della GuestHouse sin dall’inizio, 11 anni… capisce oramai un po’ d’italiano (Margareth lo capiva molto bene!) ma non sa parlarlo (come Margareth by the way…) e nota come noi italiani siamo così diversi… uno mangia tanta verdura, uno vuole solo carne, altri bevono tanto, altri niente farina, allergici a questo e a quello, tante esigenze diverse ma tutti, sempre, bravi… italiani brava gente… almeno quelli che vengono qua… Sembra una donna forte e intelligente e, piacevole novità, pranza con gli ospiti della Guest House 🙂 Così si chiacchiera e ci si racconta… Per la cena invece non c’è e prepara sempre in abbondanza così rimane sempre qualcosa e, come per la colazione, si è autonomi (anche questa molto piacevole novità!).

Stasera infatti vado a letto presto (ho lasciato l’ufficio poco fa) per poter essere sveglio all’1 (le nostre ore 7) così alle 6.30 (le 12.30 nostre) sono pronto per il pranzo e riesco ad inserirci uno spuntino mattutino qui in casa… è bello perché la casa dista circa 500m dall’ospedale pure essendo sempre nel compound. In mezzo ci sono i dormitori degli studenti, la Sisters House e una sala riunioni con campo di basket… e per ora ho visto solo 1/3 dell’ospedale!!! Più vicina all’ufficio c’è la “Cantine” dove dipendenti e visitatori bevono il Buna (caffè locale, mille mila volte meglio del nostro miglior Lavazza) ma da mangiare hanno solo Injera, carne fritta, e roba così insomma… leggera… e abbondante! Per una banana ed un pezzo di pane meglio venire in casa, il tragitto è anche piacevole, sotto un sole cocente ma ad una temperatura non proprio mite, tanto che la sera sto usando le uniche due felpe che ho (e chi se lo immaginava??) e che credevo servissero solo fino a Venezia… Dicembre e Gennaio poi sono i mesi del vento (che culo!!) e la sera si vola! Vorrà dire che comprerò qualcosa in paese, che spero di visitare già questa settimana insieme agli altri.

Finora ho conosciuto Marina (Medical Director), Anna (Pediatra qui da gennaio e per 2 anni e mezzo), oggi è arrivato Maurizio (Ortopedico da Roma) che viene qui da 9 anni… e poi ci sono olandesi, canadesi e americani. Tutti qui per incarichi a medio-lungo termine. Il mio referente, Matteo, è qui solo da agosto ma con tutta la famiglia – moglie e 2 figli – e lavora nell’amministrazione; questo mese sono qui anche i nonni per il compleanno del nipote più grande, Gregorio, che ha soli 4 anni (Geremia 1…) ed è l’unico bianco nell’asilo di Wolisso…

E’ un ambiente molto stimolante e mi sento come a casa. L’esperienza di Matiri mi ha insegnato tante cose che ritrovo qui, che conosco e mi danno una misura più precisa della cooperazione, delle sue specificità e delle sue problematiche. Chi lavora in questo campo è praticamente sempre impegnato, 24h, sempre “on call” e, lungi dall’essere giusto così, accentra molti compiti… Ma tutti stanno bene e sono sereni…

Bevande consigliate: Buna, Axumite (vino rosso dolce)
Cibo: oggi Tilapia fritta, riso e verdure; un giorno di questi Mulu mi preparerà un’Injera con il tef di queste parti (esiste bianco o scuro in base alla concentrazione di minerali)

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