Berni & Sheriff

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Berni & Sheriff

Oggi sono venuti a prendere Berni… questa notte ha azzannato tre nostre galline e qui non lo vogliono più. E’ un “wild dog” portato qui dopo che l’ex-padrone ha lasciato casa e nessuno poteva tenerlo. Qui ha trovato Sheriff, molto più mansueto e sempre accondiscendente alle sue pretese, di essere accarezzato per primo, di giocare “forte”, di essere invadente sulla panca della notte… Mi ricordava un po’ Rizla con Lala… Ma, a parte qualche scaramuccia, si facevano compagnia ed erano diventati amici.

IMG-20150220-WA0000Stamattina ho sentito abbaiare e guaire. Fuori dall’ufficio l’hanno circondato in tre e gli hanno messo prima una catena di ferro, poi una corda verde come cappio… ma è stato in grado di libersene ed è corso diretto in ufficio, proprio dietro la mia sedia, tra il muro e l’archivio. Era terrorizzato e non si è mosso per circa un’ora. Dopo pranzo l’ho trovato nell’angolo opposto dell’ufficio, sotto il registratore di cassa, tra le poltrone e l’inverter del solare.

IMG_20150220_134335Mi guardava, ma non si muoveva di lì, neanche chiamandolo e invitandolo a giocare. L’ho accarezzato a lungo e parlato, ma era scosso, impaurito. “Per quale motivo mi hanno fatto questo?” avrà pensato. Il ragazzo che lo prenderà in consegna ha detto che starà da lui, qui a Ipamba, ma che è meglio tornare dopo per fargli “dimenticare” questa mattina – “is dangerous”. E’ tornato poco fa infatti e, sotto l’inizio di un temporale, l’ha trascinato fuori dal cancello secondario, mentre si opponeva e cercava disperatamente di spezzare la catena con i denti; per due volte si è liberato dalla presa, ma il suo nemico era quella catena al collo. Sheriff correva da una parte all’altra del compound, non capendo se fosse un gioco o altro.

Ho fatto il giro, per evitare che uscisse anche Sheriff, e l’ho visto andare via dalla strada dietro la GuestHouse, con il suo nuovo padrone. La corda bella lunga, un bastone nell’altra mano. Credo che avesse già barattato quella forzatura del momento con un po’ di nuovi odori lungo la via. “Nzuri…” mi dice sorridendo il giardiniere George – “Starà bene” – forse percependo il mio malumore.

Ma è un cane difficile. Noi (expat) non possiamo dire niente perché da qui andremo via, mentre è chi resta che poi deve gestirlo.

Son venuto qui la prima volta ad ottobre che già c’era. E nonostante il caratteraccio mi si era affezionato (ed io a lui), cercando carezze e compagnia ogni volta che attraversavo il vialetto dall’ufficio alla mia camera e viceversa, tagliandomi la strada e sollevando le zampe fino alle mie spalle. Forse perché ero l’unico a non mandarlo via, disposto a prendermi anche qualche morso (e qualche zecca) per gioco. Avevo aiutato Pierino col trattamento per le pulci – “you are friends, he likes you” – così che potesse creare meno problemi qui in GuestHouse, ma non è bastato. Avevo provato anche ad “assicurare” per lui che avrebbe stemperato il suo carattere “wild” con un po’ di tempo, quando Pierino mi accennava all’idea di volerlo mandare via…

Ora Sheriff starà da solo, ma si abituerà ad avere attenzioni solo per lui. Si è preso un po’ di coccole e si è già steso a dormicchiare sull’uscio dell’ufficio come niente fosse.

Mezza giornata di lavoro è andata via così, e chi ce la fa…

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